Popper

Quando uno vuole governare il mondo deve preoccuparsi dei toni e delle parole dei governati. O lo fa conoscendoli. O lo fa decentrando. Altrimenti diventa un oppressore e deve subire la reazione degli oppressi. Di fronte alla miseria, la correttezza comportamentale è una sovrastruttura culturale. Non è necessario essere marxisti per comprendere questa banalità. La lingua dei poveri è l’antilingua dei ricchi. E viceversa.

Sul dialogo tra nemici è noto l’esempio presentato da Karl Popper in uno dei suoi ultimi articoli scientifici. Egli sosteneva l’utilità della comunicazione tra soggetti con cornici culturali totalmente opposte. Ad esempio, portò la scelta di re Dario di mettere Indi ed Egizi gli uni di fronte agli altri, per fare in modo, attraverso degli interpreti, che almeno avessero reciproca conoscenza. I Romani risolsero il problema della interpretazione dei codici culturali delle diversificate province che amministravano, lasciando il controllo sociale dei territori ai governatori locali, cioè con l’autonomia amministrativa.
Quando uno vuole governare il mondo deve preoccuparsi dei toni e delle parole dei governati. O lo fa conoscendoli. O lo fa decentrando. Altrimenti diventa un oppressore e deve subire la reazione degli oppressi. Con il crollo del muro di Berlino, l’Occidente ha avuto la Responsabilità di governare il mondo.

Ha scelto di utilizzare la Forza ed ha perduto quella Responsabilità.
A meno che non si voglia pensare che tutto sia cominciato con l’11 Settembre, questa data che è già una citazione, come dice Jacques Derrida.
Tutto è cominciato da ciò che abbiamo subito.
Ciò che abbiamo prodotto prima non conta: è stato cancellato.

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