Popper

Quando uno vuole governare il mondo deve preoccuparsi dei toni e delle parole dei governati. O lo fa conoscendoli. O lo fa decentrando. Altrimenti diventa un oppressore e deve subire la reazione degli oppressi. Di fronte alla miseria, la correttezza comportamentale è una sovrastruttura culturale. Non è necessario essere marxisti per comprendere questa banalità. La lingua dei poveri è l’antilingua dei ricchi. E viceversa.

Sul dialogo tra nemici è noto l’esempio presentato da Karl Popper in uno dei suoi ultimi articoli scientifici. Egli sosteneva l’utilità della comunicazione tra soggetti con cornici culturali totalmente opposte. Ad esempio, portò la scelta di re Dario di mettere Indi ed Egizi gli uni di fronte agli altri, per fare in modo, attraverso degli interpreti, che almeno avessero reciproca conoscenza. I Romani risolsero il problema della interpretazione dei codici culturali delle diversificate province che amministravano, lasciando il controllo sociale dei territori ai governatori locali, cioè con l’autonomia amministrativa.
Quando uno vuole governare il mondo deve preoccuparsi dei toni e delle parole dei governati. O lo fa conoscendoli. O lo fa decentrando. Altrimenti diventa un oppressore e deve subire la reazione degli oppressi. Con il crollo del muro di Berlino, l’Occidente ha avuto la Responsabilità di governare il mondo.

Ha scelto di utilizzare la Forza ed ha perduto quella Responsabilità.
A meno che non si voglia pensare che tutto sia cominciato con l’11 Settembre, questa data che è già una citazione, come dice Jacques Derrida.
Tutto è cominciato da ciò che abbiamo subito.
Ciò che abbiamo prodotto prima non conta: è stato cancellato.

Continua a leggere

Terrorismo Internazionale

Secondo voi quale è la differenza tra Superman, Spiderman e un terrorista internazionale?
Nessuna. Sono tutti personaggi di pura fantasia. Eppure siamo quotidianamente sottoposti, specie nella letteratura italiana di genere molto attratta dall”inconsistente e addirittura dall”inesistente, ad un bombardamento analitico e descrittivo, sofisticato e dettagliato, di un soggetto che non c’è. E forse questo è il vero bizantinismo di una società in declino che, nel momento della catastrofe, disserta animosamente sulla essenziale questione del sesso degli angeli. Ne parlano tutti: psicologi, psichiatri, filosofi, medici, avvocati che si pongono addirittura il problema della precisa definizione di quello che non c’è per una normativa in grado di regolare quello che non fa. Ultimamente ho visto che molto interessati allo studio dell”inesistente fenomeno sono stati i contabili, nella doppia veste degli economisti, preoccupati della incisività; sui trend internazionali di impatti planetari provocati da soggetti che non ci sono; e perfino, indirettamente, gli ingegneri evidentemente interessati alle evoluzioni dalla teoria della elasticità; dei corpi rigidi alla teoria della solidità; del nulla statico, ovvero la permanenza delle forme inesistenti. In tutta questa pletora di scienziati ed analisti di un fenomeno immaginario naturalmente mancano i politologi che, conoscendo la concretezza degli organi e delle organizzazioni del potere, appunto non si occupano di quelle che non esistono. Infatti, da politologo, una volta ho avuto uno scontro oratorio terrificante sul terrorismo con uno di questi riproduttori del luogo comune a cui ho chiesto di identificare un solo terrorista internazionale nella storia.

Continua a leggere

Qual è l’origine o la causa del male?

…gli squarci del nulla – Capitolo 1

 

Introduzione

L’umanità non ha mai cessato di interrogarsi sul problema del male, tanto dal punto di vista ontologico, quanto da quello metafisico, fornendo mutevoli spiegazioni di ordine filosofico, religioso, mitologico. Dai più antichi pensatori greci, fino agli studiosi del Novecento, il problema del male è stato dibattuto, argomentato, sviscerato, senza che, tuttavia, si sia mai arrivati ad una teoria sistematica che soddisfacesse a pieno gli interrogativi posti nei secoli.
Qual è l’origine o la causa del male?
male ha un senso oggettivo-assoluto o è un accadimento naturale che contrasta con i nostri bisogni o desideri?
male è connesso alla materia, alla realtà sensibile o alla libertà dell’uomo?
possibile dare un senso, una giustificazione all’esistenza del male o essa è casuale e gratuita?
qual e’ la “sottile linea bianca” che determina il confine ove finisce il bene e comincia il male?
male è opposto al bene o in qualche modo è necessario all’affermazione del bene stesso?
La religione e la filosofia hanno cercato di darne ragione, ma il loro tentativo è risultato più una consolazione che una spiegazione, fino al punto in cui ogni teoria, ogni giustificazione sembrano essere state travolte dalla tenebra di Auschwitz.

 

IL MALE

Morte occultata e morte proclamata, contaminazione, mutilazione, avvelenamento, deflagrazione, tortura, impiccagione, stupro, pedofilia, ricatto, strozzinaggio, insulto e offesa, mobbing e stalking, percosse, persecuzioni, schiavizzazioni, amputazioni di organi per il commercio dei trapianti, morti per fame e per sete, povertà, sporcizia, la ricomparsa della lebbra, AIDS e droga… o semplicemente gli occhi muti e piegati dalla cattiveria gratuita e banale. Il male quotidianamente si mostra con le sue multiformi cicatrici sul corpo della vita nuda.
Se vuoi raffigurare l’umanità non puoi evitare gli intagli di queste cicatrici.
Sono decorazioni artigianali.
Banali, certo, e quotidiane.
Il legno crudo della vita è stato intagliato dal dolore. La mano invisibile del male ha costruito quest’opera d’arte.
Ma è quello il male?

Continua a leggere