ARTICOLI

CONSULENZA

FORMAZIONE

RICERCA

Sede

Indirizzo: via Oslavia 64 – 04100 – Latina
Telefono: 0773.665880

I nostri servizi

L’insieme dei servizi promossi dal Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo e alla violenza politica derivano direttamente dagli scopi previsti dallo Statuto dell’Associazione.

In altre parole, i servizi e le attività costituiscono il momento pratico-operativo attraverso cui il CeAS converte le idealità espresse negli scopi statutari in concrete manifestazioni, capaci di incidere profondamente nel tessuto sociale e culturale.

  • Settore convegni e seminari: il CeAS organizza in proprio e per conto di terzi, siano essi istituzioni o organismi privati, una attività convegnistica e seminariale volta ad approfondire e dibattere le tematiche proprie dell’Associazione o comunque di interesse convergente.
  • Settore ricerche economiche e sociali: l’Associazione dispone di un gruppo qualificato di ricercatori (sociologi, antropologi, statistici, psicologi) in grado di progettare e sviluppare, sia metodologicamente che operativamente, ricerche sul tema del terrorismo, della violenza e della cultura della legalità, tanto a livello nazionale che internazionale.
  • Settore documentazione: attraverso lo specifico strumento della ricerca della documentazione, il CeAS è in grado di mettere a disposizione degli interessati una mirata selezione di materiali inerenti le tematiche di interesse del Centro. La ricerca dei documenti su qualsiasi supporto (cartaceo, video, informatico) viene svolta tanto in ambito locale che nel più vasto quadro internazionale.
  • Settore della pedagogia della legalità: rappresenta certamente uno dei servizi più innovativi che il Centro è in grado id offrire. Grazie alla collaborazione di importanti studiosi, esperti di pedagogia e di ricerca sui comportamenti, il CeAS è in grado di promuovere e gestire progetti che, coinvolgendo fasce sociali diverse e differenti classi di età, possono concretamente contribuire alla diffusione e al consolidamento di quella cultura della legalità che rappresenta il presupposto di ogni civile e democratica convivenza.

Perchè soci

Il Ce.A.S. pone la propria struttura e la propria esperienza al servizio esclusivi di enti pubblici e privati.

I Soci dell’Istituto possono avvalersi di una unita’ di supporto esterna scientificamente qualificata per iniziative in cui necessiti una visibilita’ globale delle problematiche relative alle finalita’ dello Statuto, in modo molto piu’ rapido di quanto possano fare con le proprie strutture interne.

I costi delle singole attivita’ organizzate dal Ce.A.S. per conto dei Soci sono, pertanto, molto ridotti a seguito dell’utilizzazione delle informazioni gia’ in possesso del Ce.A.S., dell’interazione costante tra i suoi Soci e tra questi e gli enti di riferimento dell’Istituto.

A tutto cio’ si aggiunge la collaborazione in modo continuativo con l’Istituto degli esperti suindicati a seguito del loro coinvolgimento nei vari progetti del Ce.A.S.
E questo avviene per tutte le iniziative curate dall’Istituto: ricerche a cui associa la pubblicazione di periodici o monografie e l’organizzazione di manifestazioni, spazi espositivi e corsi.

Nell’ambito di queste attivita’ viene fatta ampia pubblicita’ alla partecipazione dei soci del Ce.A.S. ed, in particolare, dell’adesione dei soci alle iniziative intraprese.

AD MEMORIAM

Il caso Naghdi (Roma 1993) – Da: “I diritti dell’uomo – cronache e battaglie
Mohammad Hossein Naghdi, membro e rappresentante del Consiglio Nazionale della resistenza iraniana, è stato assassinato la mattina del 16 marzo 1993 in un attentato terroristico a Roma.

Naghdi, 42 anni, si era laureato in geologia e per alcuni anni aveva lavorato per la Compagnia nazionale del petrolio e l’organizzazione dell’energia atomica iraniane. Ottenuta una borsa di studio dal governo, nel 1980 era andato in Italia e al ritorno era stato assunto al Ministero degli esteri e inviato a Roma come incaricato di affari.

Nel 1981 si era dimesso dall’incarico per protesta contro il regime di Khomeini ed il sistema di violazione dei diritti umani instaurato in Iran. Unitosi al Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana (CNRI), Naghdi era rimasto in Italia quale suo rappresentante. Era ben noto fra i politici ed i parlamentari italiani.

Il 16 marzo Naghdi aveva lasciato la sua abitazione per andare all’ufficio, nel quartiere Montesacro di Roma. L’attentatore, con l’ausilio di un complice alla guida di una Vespa, gli ha sparato con un’arma automatica.. Antonio Vecchione, portavoce della polizia, ha riferito su come l’autista che guidava la macchina blu di Maghdi avesse cercato di guadagnare i cento metri rimasti per raggiungere l’ufficio. I terroristi sono fuggiti dopo l’attentato, dileguandosi nell’intenso traffico cittadino. La vittima era stata colpita al volto, come riferito dalle autorità di polizia italiane. Secondo le dichiarazioni della polizia, a Naghdi era stata assegnata una scorta tre anni prima, in seguito all’attentato in Svizzera del dott. Kazem Rajavi.

Comitato  Direttivo

Sen. Maurizio CalviPresidente
Anselmo Pasqual – Vice Presidente
Alessandro Ceci – Direttore Scientifico